Stera racconta il Festival di Sanremo

Stera racconta il Festival di Sanremo

Nella mia casa, ogni Febbraio, era speciale, perché avrebbero trasmesso sulla Rai il famoso Festival di Sanremo.

Mio padre lo adorava e per noi era un evento, come se tutto si fermasse improvvisamente per assistere alle tanto acclamate serate.

Si cenava presto, si lavavano i piatti e si sistemava tutto velocemente per accomodarsi davanti alla tv, per vedere iniziare la tanto amata rassegna musicale.

La prima cosa ad essere una grande sorpresa era il palco. Ogni anno il palco dell’ Ariston ci stupiva, si trasformava, si aggiungevano gradini (per la gioia delle presentatrici!), luci, immagini e colori.

Poi apparivano le vallete/presentatrici (o presentatrici che facevano da vallette…?)

I loro abiti, spesso di discutibile design, (che a me facevano un bell’effetto, le trovavo meravigliose! ) apparivano sullo schermo e ed io piccola bimba di una provincia, vivevo tutto curiosità e con l’ansia che potessero inciampare ad ogni loro passo nello scendere gli infiniti gradini di quella scala che sembrava immensa…

I tacchi troppo alti ed i gradini troppo corti …

Il palco del Teatro Ariston mi sembrava immenso … gigante! Anni dopo, ci rimasi particolarmente male quando lo vidi per la prima volta,  ed era niente di meno che un palco di un comune cinema.

Ricordo ancora con nostalgia, negli anni ’80, il Toto Sanremo ed il tavolo immerso da schedine con le liste dei cantanti in gara e le loro canzoni, proprio come i Totocalcio si poteva “giocare ” la schedina pronosticando i risultati degli artisti in gara. Se non ricordo male, lo fecero per un paio di anni, chissà chi di voi se lo ricorda. E forse anche oggi esiste qualcosa di simile…

Tra gli anni ’80 e gli anni ’90, collegavamo lo stereo per ascoltare con un suono migliore ciò che si vedeva in video. Mio padre, grande appassionato, registrava su cassetta ogni serata e negli anni dopo, la registrazione avveniva  in video cassetta (ma non ricordo, lo abbiamo mai riguardato successivamente! Perché il festival è un occasione di passaggio,va visto in Real Time, fugace, va colto al volo e poi passa!)

Invece, nei giorni successivi, riascoltavo tutti i brani, ed insieme ai testi trovati su “Tv Sorrisi e Canzoni” imparavo a memoria quelle che più mi piacevano. Adoravo cantarle!

Quando avevo circa 18 anni,  ho iniziato a lavorare nei giorni del  Festival a  San Remo per una famosa Radio come hostess/modella e giravo per la città con abiti della radio per promuoverla nei giorni che anticipavano la gara canora. Mentre, nei giorni effettivi in cui andava in onda la rassegna, presenziavo sulla passerella fuori dall’Ariston ed in cabina radio di fianco al Teatro, presenziando alle interviste dei cantanti.

Ho vissuto tutti gli anni della mia infanzia ed adolescenza il festival  guardandolo dalla tv ,  e quando mi ci sono trovata  a viverlo nell’ambiente direttamente tutto mi appariva quasi irreale il primo anno, ma è un carosello da cui ci si lascia trasportare, ed anche i cantanti più famosi non ti creano più l’effetto sorpresa, che proveresti nel vederli da casa da lontano, dalla tv…

Ho visto la rassegna da un altro punto di vista, ma ho vissuto la San Remo che diventa magica durante quei giorni in cui il tempo si ferma, la città è invasa, viva, si respira un aria impregnata di fiori e di musica, si incontra gente di ogni tipo eventi e presentazioni di prodotti e di novità, tutto sembra avvolto in un turbine di magia ed emozioni, la vita si ferma lì per una settimana.

Quando sei a Sanremo durante il Festival, sembra che tutto il mondo si fermi per la manifestazione, anche i cantanti stessi, che diventano parte di un divenire e sono comparse, per un unico grande spettacolo, con un unico grande protagonista: il Festival di Sanremo!

Vi auguro una buona visione del Festival di Sanremo 2018, anche a te, caro papà, ovunque tu sia…

 

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